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Prodotto
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Prezzo 17/02/2008 (€/Kg)
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Prezzo 22/02/2008 (€/Kg)
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Variazione %
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Frutta
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Mele
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1,50
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1,70
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+13,3%
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Arance
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1,45
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1,80
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+24,1%
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Clementini
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1,55
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2,20
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+41,9%
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Pere
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1,85
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1,95
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+5,4%
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Verdura
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Zucchine
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2,40
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2,40
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=
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Pomodori
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1,90
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2,00
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+5,2%
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Lattuga
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1,60
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1,60
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=
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Carciofo (1 pezzo) |
0,45
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0,69
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+53,3%
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Melanzane
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2,30
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2,60
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+13,1%
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Carote
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0,99
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1,15
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+16,1%
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LA NOTIZIA
Un tetto di spesa per i libri di testo scolastici. E' quanto prevede un decreto del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni che per la prima volta ha voluto "mettere mano" anche nelle scuole superiori. Il decreto sarà pubblicato tra domani e martedì con tutte le tabelle che riguarderanno, oltre il consueto tetto per le elementari e le medie anche un limite di spesa per tutti e cinque gli anni per ogni tipologia di liceo o istituto tecnico o commerciale.
La firma del decreto è di qualche giorno fa, ma la notizia del tetto per le superiori è emersa soltanto oggi da fonti di viale Trastevere. Gli uffici sono in queste ore al lavoro per preparare le comunicazioni da inviare alle singole scuole: un'opera impegnativa, fanno notare dal ministero, in quanto per la prima volta si dà ad ogni istituto superiore una indicazione sui costi dei libri che gravano particolarmente sulle famiglie. Per avere gli importi dei tetti bisognerà aspettare la pubblicazione ufficiale da parte del ministero in quanto ogni singola classe di ogni singolo corso di studi avrà limiti di spesa differenti.
L'obiettivo è quello di aiutare le famiglie, ha spiegato il ministro Fioroni, ma anche di conciliare l'aspetto economico con quello qualitativo dei libri di testo, perché non sempre tutto quello che costa tanto, vale tanto. C'è stata una "attenzione particolare alle famiglie - ha sottolineato Fioroni - che soprattutto alle superiori affrontano le spese maggiori".
Forti sollecitazione per calmierare il costo dei libri erano venute, nei giorni scorsi, dalle associazioni dei consumatori che chiedevano interventi per fermare la galoppante corsa dei prezzi. In corso anche un'istruttoria dell'Antitrust sul caro-libri. Notizia tratta da Rrepubblica.it

Schermi da guardare alla giusta risoluzione
La risoluzione cosiddetta "nativa" di un monitor è la risoluzione massima consentita con quell'apparecchio e, di conseguenza, anche la sua risoluzione ottimale (quella insomma consigliata per il suo utilizzo). Spesso, però, particolari software e videogiochi richiedono per funzionare nel migliore dei modi risoluzioni più basse rispetto a quella nativa: un cambio di risoluzione, però, può creare talvolta una perdita di qualità dell'immagine. Tutti i modelli presi in considerazione possono essere visti con una risoluzione massima di 1680 x 1050; utilizzati a risoluzioni più basse, però, alcuni modelli tra quelli testati non riescono a compensare in maniera dignitosa i vari problemi dovuti al cambio di risoluzione.
Usare il monitor come una Tv
Guardare e registrare sul computer i programmi Tv preferiti oggi è possibile, grazie a un'apposita chiavetta Usb, dotata di antennina propria, e di un apposito software. Le chiavette sono del tutto simili alle normali penne Usb: l'unica differenza è che invece di avere all'interno una memoria, hanno un sintetizzatore televisivo o due nel caso in cui siano in grado di ricevere sia i canali analogici sia quelli digitali.
I vantaggi, a parte quelli di registrare e guardare i programmi televisivi sul computer, però, sono decisamente pochi come è emerso dal nostro test comparativo pubblicato su Hi_Test n.5 (gennaio 2008).
Prezzi
Abbiamo voluto confrontare schermi da 20 pollici con formato 16:10, che sono ormai i leader del mercato. Ciò che conta è che tutti i modelli che abbiamo preso in esame si possono trovare nei negozi con costi che vanno dai 200 ai 400 euro, più o meno gli stessi prezzi che avevano un anno fa i monitor da 19" "wide screen".
Marche dei monitor testati
potrebbe essere solo una trovata pubblicitaria. Eh, si infatti una ditta che fa disinfestazione, in Brasile credo, ha elaborato una discutibile pubblicità: un finto scarafaggio sotto la pizza, con a fianco il telefono della società che li ammazza.

In rete c'è chi sostiene che si tratti di un falso. La pizzeria si chiama Mamma mia e il titolare dell'azienda si chiama Dr. Scarafaggio. Mah. Però è originale!