PIU' a Nord vai, in Europa, meno paghi con il cellulare. Così la Spagna è uno dei Paesi con le tariffe più care al mondo. Ma anche in Nord America il conto è salato, a parità di traffico fatto tra sms e chiamate. E l'Italia? È nella zona dei "cattivi": anche se non arriva al livello della Spagna, è tra i Paesi europei dove il costo del traffico su cellulare è più caro.
Un aspetto interessante è che tra il Paese più economico e quello più caro ci può essere una differenza di 4-5 volte, nei costi, a parità di utilizzo. L'Italia se la cava meglio per il profilo alto spendente (1680 minuti l'anno, 660 sms, 12 mms), per il quale è un po' più economica rispetto alla media dei Paesi analizzati. Qui la più cara è la Spagna: 950 dollari, contro i 190 della Danimarca (la meno cara) e i 480 dell'Italia. Nel profilo medio spendente (780 minuti, 600 sms, 8 mms) la meno cara è l'Olanda (120 dollari), mentre fanno peggio gli Stati Uniti (630 dollari) e a seguire la Spagna. L'Italia è a 400 dollari, contro la media Oecd di 300 dollari.
Ma le veri dolenti note, per gli italiani, sono per il profilo basso spendente. Ed è un paradosso, perché l'Italia si mostra così più cara proprio per quegli utenti che vorrebbero spendere meno con il cellulare. È inoltre il solo profilo per cui l'Oecd ha considerato anche le offerte prepagate, che in Italia sono la stragrande maggioranza. In Italia, per 360 minuti, 496 sms e 8 mms, in un anno, si spendono 195 euro, contro la media Oecd di 163. Circa quattro volte in più rispetto ai Paesi più virtuosi, Danimarca, Finlandia e Svezia. I peggiori sono, ancora una volta, Stati Uniti e Spagna.
Sulla situazione dei prezzi in Italia incide anche la scarsa popolarità delle tariffe in abbonamento, a causa dell'anacronistica tassa di concessione governativa.