Nonostante il calo del costo del greggio di 10 dollari a barile, il prezzo alla pompa dei carburanti è aumentato di circa 4 centesimi. Si invita l’Antitrust a controllare questi presunti fenomeni speculativi, che provocano un ricarico annuale sulle famiglie di circa 400 euro.
“I continui rincari della benzina comportano un ricarico di 400 euro l’anno sui budget delle famiglie – è grave che i prezzi alla pompa non diminuiscano neanche in occasione del calo del costo del greggio. Nell’ultima settimana il costo del petrolio è calato di 10 dollari a barile, ma i prezzi di benzina e gasolio sono addirittura aumentati di 4 centesimi. Rispetto all’anno passato, poi, la benzina è aumentata dell’11,7%, il gasolio del 25,3%. Invitiamo l’Antitrust a verificare la sussistenza di eventuali fenomeni speculativi, il rischio è che si generi una spirale di aumenti a danno solo dei consumatori”.
Un’ulteriore componente del prezzo elevato dei carburanti sono i premi offerti dalle compagnie petrolifere agli automobilisti.
“I premi offerti dalle compagnie sono ulteriore vessazione per i consumatori e una scusa per tenere alto il prezzo dei carburanti – sono regali che paghiamo noi tutti e vengono dati solo ad alcuni. Chiediamo al nuovo Governo un taglio delle accise di almeno 10 centesimi e incentivi a chi vuole aprire distributori privi di marchio. Favorendone l’apertura anche nei centri commerciali.”