
Intervento dell’Antitrust sullo stato delle liberalizzazioni in Italia. Per il settore carburanti, necessario puntare sulla grande distribuzione e sugli operatori indipendenti, come si propone da tempo.
“Nella rete distributiva non si è ancora realizzata un’effettiva concorrenza, come segnalato oggi anche dall’Antitrust .Una vera politica concorrenziale è stata realizzata solamente dai distributori senza marchio, dove i prezzi di benzina e gasolio sono inferiori di circa 10-12 centesimi sulla media. E’ importante realizzare un’effettiva liberalizzazione, anche proponendo vantaggi fiscali per questi distributori. Favorendone l’apertura anche nei supermercati e nei centri commerciali”.
“La corsa al rialzo dei prezzi dei carburanti ha generato un effetto “tsunami” per le famiglie, che potrebbero vedere lievitata la loro spesa di circa 1300 a fine anno – continua Pileri – tra luce e gas (250 euro), riscaldamento (150 euro), carburanti (450 euro) e alimentari (450). C’è il rischio di destinare una mensilità dello stipendio esclusivamente per sostenere l’aumento di spesa. E’ necessario uno sforzo per ridurre i costi di benzina e gasolio per tutti i consumatori. Si potrebbe realizzare non solo attraverso una vera liberalizzazione del mercato, ma anche con un taglio delle accise, di circa 10 centesimi. E’ bene ricordare che molte furono introdotte in seguito ad eventi eccezionali e temporanei ma, al cessare della situazione straordinaria, non sono state abolite. Ed oggi paghiamo un balzello di 0,25 euro per situazioni che hanno avuto la loro fine decine di anni fa”.