“Da anni si sta lanciando l’allarme dei piccoli esercizi in grave crisi – dichiara Maurizio Vici , Responsabile Diritti Consumatori di A.N. Piacenza – nonostante siano stati in parte responsabili della situazione odierna, quando fu introdotto l’Euro. Ma ora sono vittime di un sistema che li sta comprimendo ed escludendo, grazie al boom di Hard Discount, Grandi magazzini, Outlet e Centri Commerciali.
Sia per i prodotti alimentari che per i secondari. E’ in atto una desertificazione delle aree commerciali dei centri storici, dove negli ultimi tempi si sono ridotti di oltre 20% i piccoli negozi, i banchi e gli ambulanti.
Occorre trovare, assieme ai rappresentanti dei piccoli commercianti, delle soluzioni in modo da garantire la loro sopravvivenza. Bisogna collaborare anche con gli enti locali, che dovrebbero promuovere interventi fiscali di sostegno e bloccare il costo degli affitti dei locali.
E’ necessario salvaguardare questo settore del commercio, penalizzato dalle difficoltà economiche delle famiglie e da una tassazione locale spesso troppo elevata, anche per prevenire un impoverimento economico e culturale dei comuni stessi.
”Nonostante il dato positivo registrato dall’Istat, la crisi dei consumi non accenna a diminuire.
“Siamo in recessione, in una grave emergenza prezzi evidenziata dal calo dei consumi, secondo le nostre stime intorno al 5-6% su base annua, e dal livello elevato dell’inflazione.
L’emergenza riguarda soprattutto i generi alimentari e i prodotti energetici. Due beni primari e insostituibili, che rappresentano la spesa più considerevole per le famiglie e l’economia italiana. Gli italiani, causa il carovita e la perdita del potere d’acquisto devono poi rinunciare necessariamente ai beni e servizi non indispensabili.
Basti pensare agli scorsi saldi, che hanno registrato mediamente un calo delle vendite del 35-40% rispetto al 2007”.
Questo la dice lunga sulle condizioni del consumatore ,che deve guardare anche ai piu' piccoli consumi con un occhio diverso ; come il Governo sta facendo per non aumentare le tasse , si va a tagliare tutto quello che si reputa tagliabile e sprecato .
D'altronde , ci sono due modi di vivere e gestire (in uno Stato come in una Regione, come in un Comune o Famiglia ) ; o si guadagna di piu' o si spende di meno ;
sono molto chiaro e semplice , e credo che sia normale cercare di tagliare il superfluo ; si chiede pero' di tornare ad un commercio equo ( e con commercio equo , senza aggiungere altro , ho gia' detto tutto ) ;
siamo arrivati a un punto di crack , non solo nella Finanza , ma anche in moltissime sezioni del commercio dove i prezzi sono inavvicinabili , tanto che , paradossalmente, vende di piu' un esercizio di articoli cari per ricchi , che un negozio normale frequentato da Impiegati e Operai ; il motivo e' semplice , con l'avvento dell' Euro i ricchi sono diventati piu' ricchi e i consumatori finali si sono trovati con le ossa rotte senza che nessuno andasse a guardarci dentro .
MAURIZIO VICI
DIRITTI CONSUMATORI A.N.-P.D.L. PIACENZA